Anteprima 4: THE END - Morte di un'orca sul mare di Lazzàro

Anteprima 4: THE END - Morte di un'orca sul mare di Lazzàro
da "Horcynus Orca" di Stefano D'Arrigo
drammaturgia di Pina Catanzariti
con Raffaele Gangale
con l'intervento di Sandro Autolitano
regia Marcello Cava
una produzione originale di TEATRO MOBILE
Si ringrazia il Comune di Motta San Giovanni e le comunità del territorio
A cinquanta anni dalla pubblicazione del romanzo dello scrittore italiano Stefano D'Arrigo, pubblicato nel 1975, un omaggio sperimentale in riva al mare della Calabria.
Il libro narra il ritorno a casa del protagonista, 'Ndrja Cambrìa, ossia Andrea Cambria, un marinaio della Regia Marina Italiana che percorre a piedi le devastate coste calabre durante l'autunno del 1943, quando l'Italia finì investita dalla guerra, invasa dagli eserciti Alleati e della Germania nazista.
L'odissea del giovane siciliano, reduce dalla partecipazione alla guerra mondiale, che deve affrontare un viaggio da Napoli a Cariddi, attraverso il Mare dello Stretto, per rivedere la propria isola è irta di difficoltà e sofferenza. Quel tempo e quel mondo devastato, reso irriconoscibile dalla guerra, si rivela un'occasione per la sua maturazione alla vita, ma anche un'iniziazione alla morte: agli avvenimenti e alla lotta per sopravvivere di 'Ndrja si accompagnano visioni e sogni, dominati dalla presenza delle fere, famelici delfini, e dall'apparizione dell'Orcaferone - l'Horcynus orca del titolo - creatura mostruosa e, assieme, visione simbolica dell'immensa rovina.
La messinscena, curata da Pina Catanzariti e Marcello Cava, trasforma l’ascolto in un rito collettivo e intimo al tempo stesso, dove il mare diventa spazio della memoria e del ritorno, luogo del mito e della dissoluzione.
LAZZÀRO, Comune di Motta San Giovanni
Motta San Giovanni custodisce un legame profondo con il mare e con la pietra, un sapere antico che affonda le radici nella Leucopetra, la “pietra bianca” celebrata dagli autori classici. Estratta per secoli dalle cave di Capo d’Armi e Lazzàro, questa roccia chiara ha modellato il paesaggio, l’architettura e l’identità stessa del territorio.
Capo d’Armi è un luogo di confine e di visione: un promontorio luminoso che si protende sullo Stretto, segnando uno dei punti più delicati e suggestivi della navigazione. Qui sorge il Faro di Capo d’Armi, attivo dal XIX secolo, sentinella di luce che guida ancora oggi i naviganti tra correnti, venti e riflessi cangianti del mare. Dall’alto, lo sguardo abbraccia un Mediterraneo aperto e potente, dove natura e storia dialogano senza interruzione.
Ai piedi del promontorio si estende Lazzàro, antico approdo conosciuto già in epoca greca e romana proprio per il candore delle sue rocce. Non a caso Strabone citava la Leucopetra come punto simbolico del paesaggio italico, mentre nel 43 a.C. Cicerone vi trovò rifugio durante il suo esilio. La terra restituisce ancora oggi le tracce di quella presenza illustre: scavi archeologici hanno riportato alla luce una villa romana di grande prestigio, con ambienti decorati da raffinati mosaici, un mausoleo monumentale e sarcofagi marmorei, testimonianza di un passato colto e cosmopolita.
Cuore culturale di questa memoria è la Pinacoteca Civica “Leucopetra”, spazio dedicato all’arte, alla storia e all’identità del territorio. Qui, il racconto della pietra bianca si trasforma in narrazione visiva, dialogando con il patrimonio archeologico, paesaggistico e contemporaneo, e offrendo al visitatore una chiave di lettura profonda del legame tra uomo, materia e mare.
Lazzàro porta anche le cicatrici della sua storia recente: distrutta più volte dai terremoti del 1783 e del 1908, conserva una memoria sommersa che affiora tra le acque limpide della costa. Poco al largo si distinguono i resti dell’antico abitato, mentre sui fondali più profondi riposa la “Bettolina”, relitto di una nave militare tedesca della Seconda guerra mondiale, oggi meta suggestiva per gli appassionati di immersioni.
Tra spiagge luminose, fari sul mare, pietra millenaria e arte contemporanea, Lazzàro si rivela come un territorio da vivere lentamente: un luogo dove ogni approdo racconta una storia, ogni frammento custodisce memoria e ogni panorama apre lo sguardo su un Mediterraneo eterno.
Caratteristiche dell'evento
| Inizio evento | 28-12-2025 11:00 am |
| Costo per persona | Evento gratuito |
| Luogo | Lungomare di Lazzàro |
Indicazioni Luogo - Lungomare di Lazzàro
indicazioni stradali: https://maps.app.goo.gl/1YUwfu4ESpgSAZ2i9