Anteprima 5: - THE END alla scalinata Monumentale della Giudecca di Reggio Calabria
drammaturgia di Pina Catanzariti
con Raffaele Gangale
con l'intervento di Sandro Autolitano, Anna Rita Fadda e Irene Polimeni
musica dal vivo Felice Zaccheo
e con Thekla (con musiche di Gianni Carone)
canta Martina Franco
regia Marcello Cava
una produzione originale di TEATRO MOBILE
Si ringraziano la Città di Reggio Calabria e
APS Comunità Patrimoniale Via Giudecca 
The End è l’incrocio esistenziale di tutte le esperienze umane che non hanno futuro. Lo spettatore vedrà ed ascolterà parole e musica destinate a farlo riflettere, senza possibilità di allontanare il proprio pensiero da MORTE, GUERRA, VIOLENZA, DECLINO, PASSAGGI, guidandolo sempre più a fondo nel cunicolo apocalittico della fine che, si scoprirà, avviene proprio dove tutto ha avuto inizio. Suggestioni letterarie e musicali, di varie provenienze, da Apocalisse di Giovanni a Durrenmat, da Conrad ad Hermann Hesse, da Kurt Vonnegut a Gregory Corso, fino al Jim Morrison che della fine, fu profeta maledetto.
LA SCALINATA DELLA GIUDECCA
Nel cuore più antico di Reggio Calabria, dove la città risale lentamente dalla costa verso la collina, la Scalinata Monumentale di via Giudecca è molto più di un collegamento urbano: è un racconto di rinascita inciso nella pietra. La sua realizzazione si inserisce nel grande progetto di ricostruzione che seguì il devastante terremoto del 28 dicembre 1908, evento che cancellò gran parte della città storica. Dopo il sisma, il Governo affidò all’ingegnere reggino Pietro De Nava il compito di ridisegnare Reggio Calabria secondo un moderno impianto a scacchiera. All’interno di questo ambizioso piano urbano nacque il sistema delle scalinate cittadine: ben 23 percorsi pensati per collegare la città bassa, prossima al lungomare, con i quartieri collinari, migliorare la viabilità, rendere la città più accessibile e, soprattutto, garantire vie di fuga sicure in caso di maremoto.
Per attuare il Piano De Nava fu necessario sacrificare ampie porzioni del Castello Aragonese, di origine bizantina, che all’epoca svolgeva la funzione di carcere. I detenuti austriaci della Prima guerra mondiale, colpiti dal dramma umano e urbano della città, parteciparono alle opere manuali di ricostruzione. I materiali recuperati dalla demolizione furono riutilizzati per la costruzione dell’imponente Muraglione di via Possidonea e di altri muri di contenimento, fondamentali per stabilizzare il salto di quota tra la città storica e i terreni sovrastanti. Le scalinate vennero edificate principalmente tra gli anni Dieci e Trenta del Novecento, adottando uno stile eclettico che fonde elementi neoclassici e liberty, in perfetta armonia con i palazzi della Reggio post-sismica. Tra tutte, la Scalinata di via Giudecca è la più imponente e scenografica: si sviluppa con un elegante andamento a zig-zag nella parte bassa e in tratti rettilinei nella parte alta, per un totale di 169 gradini in pietra di Macellari. I terrazzini laterali accompagnano la salita fino a un dislivello complessivo di circa 80 metri, offrendo scorci suggestivi sul tessuto urbano e sul mare. Inserita nel quartiere storico che conserva la memoria dell’antica Giudecca ebraica, la scalinata attraversa uno spazio carico di identità, dove la vita popolare, la storia e la resilienza della città si intrecciano. Sopravvissuta alle grandi trasformazioni del Novecento, è oggi riconosciuta come Patrimonio Storico con Decreto Ministeriale. Percorrere la Scalinata Monumentale di via Giudecca significa salire passo dopo passo nella storia di Reggio Calabria: una città che, dopo la distruzione, seppe reinventarsi con eleganza, visione e rispetto per il paesaggio, trasformando una necessità funzionale in un’opera urbana di straordinario valore simbolico e culturale.Motta San Giovanni custodisce un legame profondo con il mare e con la pietra, un sapere antico che affonda le radici nella Leucopetra, la “pietra bianca” celebrata dagli autori classici. Estratta per secoli dalle cave di Capo d’Armi e Lazzàro, questa roccia chiara ha modellato il paesaggio, l’architettura e l’identità stessa del territorio.