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Anteprima 1: THE END - Frammenti a Bruzzano Vecchio

 Anteprima 1: THE END - Frammenti a Bruzzano Vecchio

drammaturgia di Pina Catanzariti
con Raffaele Gangale
con l'intervento di Sandro Autolitano e i ragazzi di AUSER, IPF Onlus, Oratorio San Giuseppe Ferruzzano
musica dal vivo Felice Zaccheo
regia Marcello Cava

 una produzione originale di  TEATRO MOBILE

si ringrazia il Comune di  Bruzzano Zeffirio e le comunità del territorio

 27-12-2025 ore 12:00 - THE END A BRUZZANO VECCHIO (RC)

The End è l’incrocio esistenziale di tutte le esperienze umane che non hanno futuro. Lo spettatore vedrà ed ascolterà parole e musica destinate a farlo riflettere, senza possibilità di allontanare il proprio pensiero da MORTE, GUERRA, VIOLENZA, DECLINO, PASSAGGI, guidandolo sempre più a fondo nel cunicolo apocalittico della fine che, si scoprirà, avviene proprio dove tutto ha avuto inizio. Suggestioni letterarie e musicali, di varie provenienze, da Apocalisse di Giovanni a Durrenmat, da Conrad ad Hermann Hesse, da Kurt Vonnegut a Gregory Corso, fino al Jim Morrison che della fine, fu profeta maledetto.

"Io sono quello che ha udito e visto queste cose. Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo, il principio e la fine. Queste parole sono l’alfabeto della speranza.
Dopo queste cose guardai e vidi una porta aperta nel cielo e la voce che mi aveva già parlato come uno squillo di tromba, mi disse: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che accadranno »" (Giovanni, L'Apocalisse)

bruzzano      BRUZZANO VECCHIO

Bruzzano Vecchio è un luogo sospeso nel tempo, un borgo di pietra avvolto dal silenzio e dalla memoria. Il suo impianto urbano, raccolto e sinuoso, guida il visitatore tra ruderi che raccontano storie di potere, fede e resilienza.
Dalla sommità della Rocca Armenia, un imponente monolite di arenaria che svetta di circa 25 metri sull’antico abitato, lo sguardo abbraccia i resti del Castello d’Armenia. Edificato tra il X e l’XI secolo, il castello ha attraversato secoli di trasformazioni, fino a essere profondamente segnato dai devastanti terremoti del 1783, 1905 e 1908. Oggi, tra mura spezzate e antiche pietre, si riconoscono ancora le strutture difensive, la cappella nobiliare e gli ambienti in cui soggiornava la famiglia Carafa.
All’ingresso del borgo si erge il monumento più integro e simbolico di Bruzzano Vecchio: l’Arco di Trionfo. Costruito nel XVII secolo in pietra arenaria, non aveva funzione difensiva, ma celebrativa: una porta monumentale che accoglieva viandanti e sudditi, rendendo omaggio ai Principi Carafa e alla loro signoria.
Tutto intorno, tra le pieghe della roccia e la macchia mediterranea, si celano le Grotte Basiliane, antichi rifugi eremitici dei monaci orientali. Qui, tra natura e spiritualità, Bruzzano Vecchio svela la sua anima più profonda, offrendo al visitatore un’esperienza intensa, fatta di suggestioni, silenzi e panorami senza tempo.