LO STUPRO DI LUCREZIA
da Shakespeare
lettura scenica di Galatea Ranzi e Stefano Santospago
musiche dal vivo Felice Zaccheo
introduzione letta da: Pietro Faiella
Lo stupro di Lucrezia (The Rape of Lucrece), noto anche con il titolo Lucrezia riservato alle sue prime edizioni, è con il Venus and Adonis (che gode di maggiore notorietà) uno dei due grandi poemetti di Shakespeare. Scritto nel 1594, prima della grande avventura teatrale, è il racconto corrusco ed efficacissimo dello stupro da parte del principe Tarquinio nei confronti della gentildonna romana, bella e virtuosa, che si uccide per lavare la macchia intollerabile alla sua castità di moglie. Il suicidio sarà l’occasione, per il marito Collatino e per il nobile Giunio Bruto (antenato del cesaricida), per far insorgere il popolo di Roma, cacciando per sempre i Tarquini dalla città e instaurando la Repubblica.
Lucrezia è stata tema di decine di dipinti (Tiziano, Guido Reni, Cranach, Botticelli) e di molte opere sia storiche sia poetiche, a partire dall’antichità greca e romana. I primi scritti a lei dedicati sono di Dionigi di Alicarnasso, di Tito Livio e di Ovidio; questi ultimi, in particolare il primo volume di Livio, Ab Urbe condita libri, e i Fasti di Ovidio, erano certamente noti a Shakespeare, che evidentemente ne trasse ispirazione. Così The Legend of Good Women di Chaucer e la Confessio Amantis di Gower.
Pur trattandosi di un importante poemetto shakespeariano, il testo è relativamente poco conosciuto in Italia. La struttura è intensamente teatrale, e infatti Lucrezia è stato messo in scena alcune volte: si ricordano la performance per il festival teatrale shakespeariano a Washington, nel 2007, e quella della Royal Shakespeare Company, nel 2014, che ottennero grande successo. In questo secondo caso i versi recitati dall’unica attrice erano accompagnati da un pianista che sottolineava, dal vivo, i momenti chiave dei disperati monologhi di Lucrezia, l’ansia colpevole di Tarquinio, la collera e il lutto di padre, marito e amici. Daniela Guardamagna