ENEIDE - Lettura in movimento fino al mare
| Eneide, lettura in movimento fino al mare
Paolo Musio legge dall’Eneide
sonorizzazione di Francesca Fabrizi
musica dal vivo di Felice Zaccheo
• partners evento: Comitato di Quartiere Ferrovieri–Pescatori.
Il poema Eneide di Virgilio si apre con la parola “Armi”. Al centro del secondo verso troviamo poi la parola “profugus”, riferita ad Enea. Così sono rivelate in modo chiaro e netto le linee principali su cui si muoverà il poema: raccontare l’insensatezza della guerra e dare voce e corpo alle storie di coloro che si trovano a fuggire dalla loro casa e ad affrontare l’ignoto.
Il destino individuale, il compimento di un disegno che altre forze sembrano tracciare per noi, gli incontri, gli eventi di cui è costellato il viaggio, l’amicizia, l’amore, i lutti, le ingiustizie subite, lo stupore di fronte alle forze della natura ed alle mille forme che assume la convivenza tra esseri umani: tutto questo viene raccontato a partire da quelle due istanze così ben dichiarate all’inizio del poema, mostrare l’orrore della violenza e la condizione esistenziale del viaggio continuo.
In un primo studio, primo passo verso la lettura integrale del poema, raccontiamo di naufragi, di approdi mediterranei, di prodigiose sparizioni di flotte e di sabotaggi, come quello operato dalle donne troiane in Sicilia.
Esse, stanche del viaggio e sfiduciate che mai possa avere fine, arrivano a bruciare le loro stesse navi, per dare termine a quella lunga ed estenuante migrazione.