Skip to main content

Eventi speciali del TEATRO MOBILE


THE END

Riscrittura originale di Pina Catanzariti

regia di Marcello Cava

The End è l’incrocio esistenziale di tutte le esperienze umane che non hanno futuro.

Lo spettatore vedrà ed ascolterà parole e musica destinate a farlo riflettere, senza possibilità di allontanare il proprio pensiero da MORTE, GUERRA, VIOLENZA, DECLINO, PASSAGGI, guidandolo sempre più a fondo nel cunicolo apocalittico della fine che, si scoprirà, avviene proprio dove tutto ha avuto inizio.

Suggestioni letterarie e musicali, di varie provenienze, con riscritture originali che si ispirano ad un vasto e variegato repertorio letterario dall’Apocalisse di Giovanni al "Minotauro" di Durrenmat, da Joseph Conrad ad Hermann Hesse, da Kurt Vonnegut a Gregory Corso, fino al Jim Morrison che della fine, fu profeta maledetto.

Gia rappresentato in una prima stesura:

• MUSEO DELLE NAVI ROMANE, Nemi (ottobre 2024)

• PARCO ARTE VIVENTE, Torino (novembre 2024)

• SAN PIETRO IN VINCOLI, Roma (dicembre 2024)



IN PUNTA DI ZELDA

IN PUNTA DI ZELDA

Scritto da  Pina Catanzariti
Regia di  Marcello Cava

In punta di Zelda è uno spettacolo dedicato a Zelda Fitzgerald, protagonista dell’America degli anni ruggenti e moglie del celebre scrittore dell’età del jazz Francis Scott Fitzgerald.
Figura emblematica e fragile, Zelda incarna la tensione tra genio e follia, tra creatività e costrizione, tra corpo e parola.
Artista e protofemminista, visse in continuo conflitto tra realtà e visioni melanconiche, sospesa tra metamorfosi esistenziali e passioni esasperate, tra le luci della ribalta e le ombre della malattia mentale.
Lo spettacolo, presentato in occasione dei 100 anni dalla nascita di Franco Basaglia, si inserisce in un percorso di riflessione sulla libertà mentale e sul disagio psichico, celebrando la figura dello psichiatra che rivoluzionò il sistema della salute mentale in Italia.  Attraverso la storia di Zelda Fitzgerald, il lavoro indaga le zone di confine tra follia e lucidità, tra arte e cura, tra la vita vissuta e quella immaginata.

“Mente pura e geniale, fu abitata dall’ingordigia di esistere e dalla sofferenza dell’essere, in un continuo dialogo tra corpo e parola, tra le luci della ribalta e le ombre della malattia mentale.”    dal testo di Pina Catanzariti


     15 STAZIONI  - Una Via Crucis laica

drammaturgia di  Pina Catanzariti
regia di  Marcello Cava

E’ un “viaggio in cuffia” che Pina Catanzariti ha ideato attraverso un vasto e variegato repertorio letterario reinterpretando testi di Charles Bukowski, J.L.Borges, F. Kafka, Georges Bataille, Simone Weil, Friedrich Dürrenmatt, Semra, Gertrude Stein, Kurt Vonnegut, Hannah Arendt, Jacopone da Todi, T.S. Eliot.

Sviluppato, nell’Anno del Giubileo, il progetto nato nel 2022-23 è un “movimento” ascoltando in cuffia i contributi degli artisti (attori e musicisti) dal vivo e/o registrati.  Per ri-disegnare un percorso di spiritualità laica e consapevole.

Prologo DOPO CRISTO L’UOMO

I Stazione
I Stazione
I Stazione
I Stazione

Nati così
in mezzo a tutto questo
tra facce di gesso che ghignano
e la signora morte che se la ride
mentre gli ascensori si rompono
mentre gli orizzonti politici si dissolvono
mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
e il sole è mascherato…

Bukowski

I Stazione - Allontana da me questo calice

I Stazione
I Stazione
I Stazione
I Stazione

L’anima mia è triste fino alla morte
Quella notte non aveva meta alcuna; poiché era serena, uscii per camminare e ricordare, dopo cena. Non volli fissare una direzione alla mia passeggiata; volli lasciarle la massima latitudine di probabilità. 

J.L.Borges

II Stazione - Chi mi tradisce è vicino.

II Stazione
II Stazione
II Stazione
II Stazione

Qualcuno doveva averlo tradito, perché, senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato.

J.Kafka

III Stazione - E non rimarrà pietra su pietra

III Stazione
III Stazione
III Stazione
III Stazione

Il dio universale distrugge piuttosto che reggere gli aggregati umani che ne sollevano lo spettro. Lui stesso non è che morte.

Georges Bataille

IV Stazione - E il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra

IV Stazione
IV Stazione
IV Stazione
IV Stazione

La bellezza del creato è l'entrata del labirinto. L'imprudente che vi entra, dopo pochi passi non sarà più capace di ritrovare l'uscita.

Simone Weil

V Stazione - Tu l’hai detto.

V Stazione
V Stazione
V Stazione
V Stazione
V Stazione
V Stazione

Tutta questa faccenda mi tocca poco, perciò posso valutarla con calma e, supposto che a voi importi qualcosa di questo presunto tribunale, potete trarne grande vantaggio ascoltandomi. Le discussioni intorno a quello che dirò rimandatele, vi prego, a più tardi, perché non ho tempo e me ne andrò via presto».

J.Kafka

VI Stazione - Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle

L’essere raggiunge il fulgore accecante nell’annientamento tragico. Non è solamente la composizione degli elementi che costituisce l’incandescenza dell’essere ma la sua decomposizione nella sua forma mortale.

Georges Bataille

VII Stazione - Questi sono giorni di vendetta.

VII Stazione
VII Stazione
VII Stazione
VII Stazione
VII Stazione
VII Stazione

Teseo si tolse dal viso la maschera da toro e tutte le sue immagini
si tolsero dal viso la maschera da toro, riavvolse il filo rosso e sparì dal labirinto,
e tutte le sue immagini riavvolsero il filo rosso e sparirono dal labirinto,
che non rispecchiava più nulla se non, senza fine,
lo scuro cadavere del minotauro. Poi,
prima che venisse il sole, vennero gli uccelli.

Friedrich Dürrenmatt

VIII Stazione - Vi prenderanno con violenza e vi perseguiteranno

VIII Stazione
VIII Stazione
VIII Stazione
VIII Stazione

Mentre ero sospesa, seminuda, furono in parecchi a colpirmi con i manganelli. Quando mi svegliai, mi ritrovai nella stanza, su di un letto. Chiamarono un dottore. Cercarono di costringermi a prendere medicinali e cibo. Sanguinavo sangue denso e scuro.

Semra

image20

Indovina: chi ti ha colpito ?
Nessun individuo può essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumane e degradanti. Articolo 5 Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

 

IX Stazione - Che ne sarà del legno secco?

IX Stazione
IX Stazione
IX Stazione
IX Stazione

Per quanto vicina sia una guerra, non è mai molto vicina. Anche quando è in atto. E’ molto strano, questo, ma non perciò meno vero.

Gertrude Stein

X Stazione - Di dove sei tu?

X Stazione
X Stazione
X Stazione
X Stazione

Non c'era alcun suono dentro il torace emaciato. Il Figlio di Dio era proprio morto.Così va la vita.

Kurt Vonnegut

XI Stazione - Padre perché mi hai abbandonato ?

XI Stazione
XI Stazione

Quella lontananza dalla realtà e quella mancanza di idee, possono essere molto più pericolose di tutti gli istinti malvagi che forse sono innati nell’uomo. Questa fu la lezione di Gerusalemme. Ma era una lezione, non una spiegazione del fenomeno, né una teoria.

Hannah Arendt

XII Stazione - Ecco tua madre.

XII Stazione
XII Stazione

Donna de Paradiso,
lo tuo figliolo è preso
Iesù Cristo beato.

Jacopone da Todi

XIII Stazione - Nelle tue mani

XIII Stazione
XIII Stazione

E’ significativo il fatto che la tortura sia l’unica forma di violenza che uno stato negherà sempre e non giustificherà mai.

XIV Stazione - Tutto è compiuto

XIV Stazione
XIV Stazione

Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.

T.S. Eliot 

XV Stazione - Il tempo è vicino

XV Stazione
XV Stazione

Ma rimane altresì vero che ogni fine, nella storia, contiene necessariamente un nuovo inizio; questo inizio è la promessa, l’unico messaggio che la fine possa presentare.

H. Arendt