TRAGEDIE ANTICHE CONTRO LA GUERRA
Il progetto si incentra su tre testi mutuati da riscritture del patrimonio antico con una particolare attenzione al tema attualissimo della guerra e dell’ingiustizia sociale. Le tragedie sono: ANTIGONE POSSIBILE di Pina Catanzariti, MOSCHE da Sartre e TROIANE sempre da Sartre.
ANTIGONE POSSIBILE
Antigone Possibile è ispirata alla tragedia di Sofocle: un'appassionata lezione di resistenza attiva al potere, una riflessione sul diritto e la libertà. Scritto in forma di poema, dove le parole e i concetti si susseguono implacabili come domande ineludibili, dà forma ai personaggi del Mito, rendendoli attuali ed umani. In un unico flusso sonoro e mentale le loro voci diverse nel conflitto politico si compongono in una sorta di corale che moltiplica Antigone, testimone della necessità di scelte e responsabilità individuali e collettive.
“Un testo politico, quella di Pina Catanzariti, con attori – diretti dal regista Marcello Cava – che indossano coperte isotermiche, le stesse distribuiti agli immigrati sui barconi e qui diventano corpo e polvere. Emerge l’insieme tematico: fratello contro fratello, lo straniero, l’accoglienza, il contrasto tra legge-Stato e coscienza-individuo, la sfida di una donna alla legge dell’uomo maschio… Antigone sovverte l’opera di Sofocle (dove tutti trovano la morte) sopravvivendo.”
“Un flusso di parole registrate, entrano nello spettatore grazie al sistema wireless, gli attori nello spazio scenico quasi non parlano, bisbigliano, così da creare uno sdoppiamento tra parole e luogo. Si diventa parte attiva del mimato, protagonisti e osservatori. Un testo politico, quella di Pina Catanzariti, con attori – diretti dal regista Marcello Cava – che indossano coperte isotermiche, le stesse distribuiti agli immigrati sui barconi e qui diventano corpo e polvere. Emerge l’insieme tematico: fratello contro fratello, lo straniero, l’accoglienza, il contrasto tra legge-Stato e coscienza-individuo, la sfida di una donna alla legge dell’uomo maschio…..Antigone sovverte l’opera di Sofocle (dove tutti trovano la morte) sopravvivendo.” Davide Speranza, “Il Mattino”, 2 gennaio 2020 “Etica e Politica, l’Antigone Possibile a Paestum.
ANTIGONE
Voglio e devo continuare
Ad amare me stessa e tutti voi.
Solo così,
Potrò finalmente fermare il sangue,
Interminabile, della ferita, Cicatrizzarla.
Soltanto lavando la morte,
Soltanto fasciandone le lacerazioni,
Solo coprendo di terra
Chi è ormai morto,
Per rispetto dei morti e dei vivi,
Solo così ci si potrà liberare Dal dolore della fine
E cominciare a vivere in modo libero.
Ismene,
Non aver paura della terra!
Calabria - Antigone Possibile
• Luglio 2019 - Grande Cretto di Burri – Gibellina
• Dicembre 2019 - Parco Archeologico di Paestum
• Novembre 2022 Teatro Mobile in Calabria
• Agosto 2024 - Antigone possibile - Teatro Mobile per la Calabria Jonica
• Settembre 2024 – Antigone Possibile – Museo delle Navi Romane, Nemi.
• Tragedie Antiche contro la guerra 2024 – Antigone Possibile
• Dicembre 2024 Antigone al San Michele a Ripa, Roma
• Parco archeologico di Ostia Antica, Roma (ottobre 2025)
• Parco Archeologico di Gabii, Roma (novembre 2025)
• Necropoli di Porto, Fiumicino (novembre 2025)
MOSCHE
da Jean Paul Sartre di Pina Catanzariti
regia di Marcello Cava
Scritto da Sartre nel 1942, è il tentativo di attualizzazione del testo tragico dell’Orestea di Eschilo fatto, durante la Seconda Guerra Mondiale, dallo scrittore e filosofo francese.
Sartre scrisse quella che, di fatto, è stata la sua prima opera teatrale che ha il suo senso proprio nella Parigi occupata dai nazisti del 1945. “Il vero dramma, quello che ho voluto scrivere, è il dramma di un terrorista che, uccidendo per strada dei tedeschi, provoca l’esecuzione di cinquanta ostaggi” (da:un théatre de situations pp223) allusione evidente agli orrori dell’estate 1941, e insieme presa di posizione nel dibattito che opponeva partigiani e detrattori dei morti innocenti.
Ambientando il dramma in una città, Argo, che annualmente si ritrova faccia a faccia coi propri defunti per una macabra cerimonia commemorativa, mentre le mosche assillano e tormentano gli abitanti, Sartre presentava la “malattia del pentimento”, fortemente avvertita da una Francia scossa dai sensi di colpa sotto il regime filotedesco di Vichy.
LE MOSCHE è stato già presentato:
Forte dei Borgia - Nepi, novembre 2024
Piazza Risorgimento, Bunker antiaereo, Torino novembre 2024
TROIANE
di Pina Catanzariti
regia di Marcello Cava
"Le Troiane" nella versione che Jean-Paul Sartre scrisse a Roma nel 1964 (la sua ultima opera teatrale, proprio sessanta anni fa) evoca la guerra d'Algeria, ricordandoci (proprio in questi giorni) che la barbarie non ha epoca. Concepita come un adattamento del testo di Euripide e il suo ritorno ai classici greci, abbandonati dai tempi de Le Mosche. Sartre sceglie di parlare dell'attualità attraverso l'universalità della tragedia. Le Troiane di Sartre mette in luce il tema della distruzione e del trauma collettivo causati dalla guerra, concentrandosi sul dolore delle vittime, in particolare le donne, che subiscono la doppia oppressione della sconfitta e della dominazione patriarcale. Questo aspetto risuona fortemente oggi, in un’epoca segnata da conflitti globali, crisi dei rifugiati e violenze di genere. La tragedia diventa una lente attraverso cui osservare le devastazioni della guerra contemporanea, da quelle fisiche a quelle psicologiche e culturali.
LE TROIANE è stato già presentato:
Porto Claudio e Traiano - Roma
Palazzo Mattei - Roma
Casa Internazionale delle Donne - Roma