MEMORIA E IMMAGINARIO DI ROMA

MEMORIA E IMMAGINARIO DI ROMA
Opere inedite in forme inedite per valorizzare il patrimonio storico e artistico di Roma

Eventi a ingresso gratuito su prenotazione.
Per effettuare la prenotazione, cliccare sulla data desiderata e seguire le indicazioni-

Il progetto triennale propone visite insolite, itinerari spettacolari finalizzati  alla “messa in scena” sperimentale di alcuni autori e protagonisti del patrimonio latino e della storia di Roma antica. I visitatori-spettatori muniti di audiocuffia ascoltano la partitura testuale, sonora e musicale, in un percorso a tappe: spazi attraversati e visioni spettacolari coniugati con azioni dal vivo create per i luoghi, in una messinscena che si allontana dalla tradizione, sperimentando l’efficacia di un dispositivo scenico che ha il connotato della leggerezza e della mobilità. Le diverse tappe dei percorsi saranno modulate sui testi scelti: non messinscene tradizionali, dunque, ma veri e propri esperimenti scenici in alcuni dei luoghi museali ed archeologici più importanti di Roma con un “filo conduttore”: la memoria di Roma Antica e l’immaginario di Roma. Dopo il successo dell’edizione del primo anno, la “Memoria di Roma Antica”riaffiorerà nei Musei Capitolini e nei Fori Imperiali con la riproposizione di eventi  sperimentali dedicati a Marco Aurelio, Ovidio e Lucrezio e con la presentazione di Octavia, l’unica tragedia ambientata a Roma pervenutaci integralmente! Sarà poi la volta dell’Immaginario di Roma con uno dei suoi più grandi “cantori”, William Shakespeare, di cui verranno proposti due studi in forma di “viaggio in cuffia”: i primi tre atti del Giulio Cesare tornano ai Fori Imperiali e le “morti” dell’Antonio e Cleopatra (Morire ad Alessandria) nella sede della Centrale Montemartini.

 

MUSEI CAPITOLINI

18  settembre ore 18.00
LETTURA DI MARCO AURELIO (A SE STESSO)

I brani dell’imperatore-filosofo letti dall’attore Paolo Bonacelli e commentati da Enrico Vampa in un percorso che partirà dalla copia del Marco Aurelio in Piazza del Campidoglio, per arrivare, attraversando il Palazzo Nuovo, il Tabularium e il Palazzo dei Conservatori, all’Esedra del Marco Aurelio.

 

Già rappresentata con successo a Pompei, ai Mercati di Traiano e in occasione della riapertura del nuovo percorso alle pendici meridionali del Palatino, riproporremo Octavia, unica tragedia  latina che racconta una storia romana pervenutaci  integralmente. Attribuita a Seneca (appositamente tradotta e adattata da Pina Catanzariti), narra di Ottavia (Galatea Ranzi), la sposa che Nerone abbandona per Poppea, condannandola all’esilio e alla morte. Dispiegato lungo lo splendido percorso dei Musei Capitolini, un vero “viaggio nel tempo”, incontrando Octavia, Nutrix (Galliano Mariani), “Chorus” (Paolo Musio), e poi Seneca (Nicola d’Eramo) e Nerone (Pietro Faiella), il fantasma di Agrippina (Ludovica Modugno) e Poppea (Liliana Massari).

21  settembre ore 18.00
LETTURA DI MARCO AURELIO (A ME STESSO)

I brani dell’imperatore-filosofo letti dal famoso attore Paolo Bonacelli e Commentati da Enrico Vampa in un percorso che partirà dalla copia del Marco Aurelio in Piazza del Campidoglio, per arrivare, attraversando il Palazzo Nuovo, il Tabularium e il Palazzo dei Conservatori, all’Esedra del Marco Aurelio.

22 settembre ore 16.30
DE RERUM NATURA. LUCREZIO

“Puoi partecipare allo spettacolo, se i tuoi occhi sono pronti. Guarda i raggi del sole, quando rischiarano l’oscurità delle stanze. Vedrai un esercito di piccoli esseri vorticare nel fascio di luce, ingaggiare una lotta infinita…” Sonorizzazione di Riccardo Ancona, letture in latino di Paolo Musio.  Introduce Massimo Guarascio.

23 settembre ore 16.30
METAMORFOSI DI UN POETA. STORIA DI OVIDIO

Negli spazi dei Musei Capitolini viaggeremo in cuffia insieme ad Ovidio, con letture da L’arte di Amare con Pietro Faiella e Liliana Massari.

 

FORI IMPERIALI

Dopo i Mercati di Traiano, Pompei, il Palatino e i Musei Capitolini
ancora una nuova ipotesi scenica:  la presenza di personaggi storici – e quindi “umani” più che mai – in un luogo “reale” come i Fori Imperiali ed in un tempo di “fatto” attuale all’autore, e non lontano nel tempo mitico, rendono questo testo un tentativo ultimo e straordinariamente moderno di reinvenzione della tragedia. Un terreno, inesplorato e fecondo, per un progetto di messinscena che vuole essere rivisitazione di un codice irrimediabilmente lontano nel tempo.

 

“La rievocazione ai Fori Imperiali dell’assassinio di Cesare, a cui ho assistito il 13 aprile in una serata illuminata dalla luna, è stata ben più di una pura performance drammatica.Combinando l’architettura monumentale, le luci intense e gli effetti simbolici di austera e pur brillante semplicità (come l’abito rosso sangue di Cesare), l’allestimento aveva il perturbante potere di un’allucinazione. Era come se gli spettatori assistessero allo spettacolo in veste di spettri, viaggiatori che tornavano indietro nel tempo alle stragi di Versailles. Questo era dovuto in parte alla concentrazione gelida dei giovani assassini, che avevano l’aspetto di eleganti modelli di Armani mentre si dedicavano con meccanica ferocia al massacro.[…] Particolarmente inquietante era la presenza persistente dell’Indovino, che si aggirava cieco nelle catacombe come Tiresia. È stata un’immersione indimenticabile in una sorta di viaggio nel tempo, e siamo riemersi nella moderna notte romana con memorie  luminescenti che accendevano i luoghi oscuri di un antico sacrificio.” Richard Wilson, Sir Peter Hall Professor of Shakespeare Studies at Kingston University.

 

CENTRALE MONTEMARTINI

25 settembre ore 17.00 
MORIRE AD ALESSANDRIA
da William Shakespeare, Antony and Cleopatra

L’esito scenico e sperimentale di questo primo studio su Antony and Cleopatra è il risultato di un progetto del 2016 e coinvolge attivamente il gruppo di docenti e studenti che già partecipa al Giulio Cesare e alcuni attori professionisti come Paolo Musio e Galatea Ranzi. È stata individuata un’ulteriore variante al tema del “teatro mobile per spettatore-visitatore audioricevente” con un itinerario speciale all’interno degli spazi museali della Centrale Montemartini: seguendo, mutuandolo dagli ultimi due atti dell’ANTONIO E CLEOPATRA, le “morti” dei tre protagonisti dell’opera, secondo l’illuminante intuizione di Rosy Colombo.