OCTAVIA

Dopo il successo dello Shakespeare in cuffia nell’Estate Romana 2016, e delle anteprime per le Giornate Europee del Patrimonio, i Mercati di Traiano ospiteranno l’evento che concluderà l’Estate Romana prolungandola fino agli inizi di ottobre: il teatro mobile in cuffia metterà in scena la tragedia romana OCTAVIA, da venerdì 29 settembre a mercoledì 4 ottobre, un’anteprima che vedrà, come protagonista, Galatea Ranzi, con Nicola D’Eramo, Pietro Faiella, Liliana Massari, Galliano Mariani, Paolo Musio e la partecipazione straordinaria di Ludovica Modugno. Octavia, unica tragedia romana pervenutaci integralmente e attribuita a Seneca (appositamente tradotta e adattata da Pina Catanzariti), narra di Ottavia, la sposa che Nerone abbandona per Poppea, condannandola all’esilio e alla morte. La presenza di personaggi storici – e quindi “umani” più che mai – in un luogo “reale” come il Palatium imperiale ed in un tempo di “fatto” attuale all’autore, e non lontano nel tempo mitico, rendono questo testo un tentativo ultimo e straordinariamente moderno di reinvenzione della tragedia. Un terreno, inesplorato e fecondo, per un progetto di messinscena che vuole essere rivisitazione di un codice irrimediabilmente lontano nel tempo. Nerone e il suo tempo rivivono al centro di Roma Antica, nella leggerezza del Teatro Mobile e rispondono idealmente al “Nerone al Palatino” dimostrando la possibilità di un uso consono e non deturpante del nostro patrimonio culturale. La manifestazione “MEMORIA E IMMAGINARIO DI ROMA” è inserita nell’edizione 2017 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale” promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale. Si ringrazia la Sovrintendenza Capitolina per l’ospitalità della manifestazione e del suo laboratorio di preparazione . La produzione degli eventi è stata possibile grazie ai sistemi audioriceventi di MUSOUND e al sostegno delle aziende estrattive e di lavorazione del travertino romano e vuole raccogliere contributi e adesioni per i suoi sviluppi futuri.

Memoria e Immaginario di Roma

Teatro mobile: movimenti inconsueti per l’ascolto nei luoghi
Opere inedite in forme inedite pervalorizzare il patrimonio storico e artistico di Roma.

Dopo il successo dello Shakespeare in cuffia nell’Estate Romana 2016, verranno proposti in forma di “visite insolite”, alcuni itinerari spettacolari che porteranno alla “messa in scena” sperimentale (in anteprima assoluta) di alcuni autori e protagonisti del patrimonio latino e della storia di Roma antica:
LUCREZIO, OVIDIO, SENECA, MARCO AURELIO, TRAIANO, OCTAVIA, la sposa rinnegata da Nerone.

Dal 22 SETTEMBRE al 4 OTTOBRE, un viaggio, ideato da Marcello Cava, nei Musei Capitolini, nella Centrale Montemartini e nei Mercati di Traiano, in una formula sperimentale di teatro mobile per spettatori-visitatori audio riceventi.

Il pubblico potrà partecipare all’evento itinerante ascoltando in cuffia la partitura testuale, sonora e musicale dell’evento.
Le diverse tappe del percorso verranno modulate sul testo scelto:spazi attraversati e visionispettacolarisi coniugheranno con azioni dal vivo create per i luoghi.
Non si tratterà, dunque, di una messinscena tradizionale ma di un esperimento scenico nei luoghi archeologici e museali più importanti di Roma. Per le Giornate Europee del Patrimonio presenteremo tre “ascolti nei luoghi”.
Si inizierà Venerdì 22 settembre, ascoltando nei Musei Capitolini, la lettura di Marco Aurelio (A sestesso) eseguita dal famoso attore Paolo Bonacelli.
Si proseguirà Sabato 23 settembre, negli spazi della Centrale Montemartini, con Paolo Musio che leggerà (in latino!) il De rerum Natura di Lucrezio. Domenica 24 settembre, si celebrerà il Bimillenario di Ovidio con una serie di esperimenti che, da Sulmona a Costanza (i luoghi di nascita e morte di Ovidio) culmineranno con Pietro Faiella e Liliana Massari che leggeranno brani da L’arte di AmarediOvidioaiMercatidiTraiano –Museo dei ForiImperiali.

I Mercati di Traiano ospiteranno l’evento che concluderà l’Estate Romana prolungandola fino agli inizi di ottobre: il teatro mobile in cuffia metterà in scena la tragedia romana OCTAVIA, da venerdì 29 settembre a mercoledì 4 ottobre, un’anteprima che vedrà, come protagonista, Galatea Ranzi, con Nicola D’Eramo, Pietro Faiella, Liliana Massari, Galliano Mariani, Paolo Musio e la partecipazione straordinaria di Ludovica Modugno. Octavia, unica tragedia romana pervenutaci integralmente e attribuita a Seneca (appositamente tradotta e adattata da Pina Catanzariti), narra di Ottavia, la sposa che Nerone abbandona per Poppea, condannandola all’esilio e alla morte. La presenza di personaggi storici – e quindi “umani” più che mai – in un luogo “reale” come il Palatium imperiale ed in un tempo di “fatto” attuale all’autore, e non lontano nel tempo mitico, rendono questo testo un tentativo ultimo e straordinariamente moderno di reinvenzione della tragedia. Un terreno, inesplorato e fecondo, per un progetto di messinscena che vuole essere rivisitazione di un codice irrimediabilmente lontano nel tempo. Nerone e il suo tempo rivivono al centro di Roma Antica, nella leggerezza del Teatro Mobile e rispondono idealmente al “Nerone al Palatino” dimostrando la possibilità di un uso consono e non deturpante del nostro patrimonio culturale.

La manifestazione “MEMORIA E IMMAGINARIO DI ROMA” è inserita nell’edizione 2017 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale” promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale.
Si ringrazia la Sovrintendenza Capitolina per l’ospitalità della manifestazione e del suo laboratorio di preparazione . La produzione degli eventi è stata possibile grazie ai sistemi audioriceventi di MUSOUND e al sostegno delle aziende estrattive e di lavorazione del travertino romano e vuole raccogliere contributi e adesioni per i suoi sviluppi futuri.

 

Solo su prenotazione

MEMORIA E IMMAGINARIO DI ROMA

PROGRAMMA

22-9 ore 18
Percorso in cuffia nei Musei Capitolini Paolo Bonacelli legge

Marco Aurelio (A stesso)

 

 

23-9 ore 18
Latino in cuffia alla Centrale Montemartini Paolo Musio legge

Lucrezio (De rerum Natura)

 

 

23-9 ore 20,30
fuori programma Lo Stupro di Lucrezia di William Shakespeare

Lettura con Galatea Ranzi, Paolo Musio, Daniela Guardamagna, Massimo Guarascio al clavicembalo Alberto Annarilli

Museo Nazionale degli Strumenti Musicali – Piazza S Croce in Gerusalemme

 

 

24-9 dalle ore 16,30
Bimillenario di Ovidio ai Mercati di Traiano

documentario – Installazione sonora

Pietro Faiella e Liliana Massari leggono

L’arte di Amare

 

 

29-9 ore 18 e 30-9 dalle 16,30
con prima incontro a cura di Alberto Prestininzi

1-10 dalle 16,30
con prima Traiano 1900

dal 2-10 al 4-10 ore 18

OCTAVIA una tragedia romana

con
Galatea Ranzi,
Nicola D’Eramo,
Pietro Faiella,
Liliana Massari,
Galliano Mariani,
Paolo Musio

e la partecipazione straordinaria di
Ludovica Modugno

traduzione e adattamento Pina Catanzariti

regia Marcello Cava

PROMETEO ALLE CAVE DI MARMO DI GUIDONIA 21 luglio 2017

Incontri nei luoghi storici:

Cava di Travertino Tivoli-Guidonia
“Arte, Teatro Scienza e Ambiente”

a seguito del successo della manifestazione dell’8 luglio 2016 (Viaggio con Giulio Cesare) siamo lieti di invitarVi

VENERDI 21 LUGLIO 2017, ore 19.30

PROMETEO da Eschilo

Società del Travertino Romano S.p.A.

Via delle Cave, 13 00012 Guidonia Montecelio www.iltravertino.com

Ingresso libero – solo su prenotazione pressteatromobile@gmail.com

www.teatromobile.eu

Se consideriamo la storia dell’umanità come un unico filo che si è via via dipanato senza soluzione di continuità negli ultimi 30.000 anni, non possiamo non pensare al ruolo che, indipendentemente dalla rappresentazione storiografica, hanno avuto alcuni Luoghi. Tra questi, una riflessione particolare deve essere assegnata ai Luoghi come questo, dove l’uomo ha potuto esercitare tutta la sua “creatività”: l’Arte. Ci riferiamo a tutto l’insieme della produzione umana, nettamente distinta dai prodotti della natura, definibile con il termine eccellente. Oggi tutta questa eccellenza, veicolata dal mondo della comunicazione, è conosciuta come La Grande Bellezza, ma i luoghi dove l’Uomo trae la materia prima per creare questo grande patrimonio universale sono definiti La grande Bruttezza. Due facce della stessa medaglia che oggi, al di là delle definizioni di maniera, meritano una più approfondita riflessione, alla luce anche di quanto accade in quelle parti del modo dove le guerre, accanto alla uccisione di migliaia di presunti nemici, “viene giustiziato” il grande patrimonio artistico generato negli ultimi millenni dalla creatività dell’uomo. La stessa riflessione deve essere fatta per i temi dell’ambiente, compreso il clima ed il futuro del nostro pianeta. Se affrontati con la superficialità che spesso caratterizza i moderni parametri imposti dalla comunicazione rischiano di far perdere alla società del nuovo millennio il patrimonio di conoscenza che il mondo della ricerca rende disponibile.

PROGRAMMA

ore 19,30 Società del Travertino Romano S.p.A. – Via delle Cave, 13 00012 Guidonia Montecelio

PROMETEO da Eschilo tradotto e adattato da PINA CATANZARITI

a cura di MARCELLO CAVA con GALLIANO MARIANI e CLAUDIA FRISONE e la partecipazione straordinaria di EVELINA MEGHNAGI

ore 21,00 Alberto Prestininzi Sapienza Università di Roma. – La disseminazione della conoscenza. Il sistema di comunicazione e il ruolo della Scienza.
Dibattito aperto, partecipano:
Enzo Siviero, Rettore Università E-Campus; Mario Morcellini Commissario AGCOM; Paolo dell’Olmo, Sapienza Roma, Fondazione Sapienza; Massimo Guarascio, Sapienza Università di Roma; Gabriele Scarascia Mugnozza Pro-Rettore Università Sapienza di Roma; Francesca Bozzano Direttore Centro di Ricerca Sapienza “Previsione, Prevenzione e Controllo dei Rischi Geologici, Pietro Spagnoli, Autore di Earth, Due Parole sul Futuro; Davide Peluzzi, Exsploralimits.

Al termine, un brindisi, offerto dalla S.T.R. Società Travertino Romano

È disponibile gratuitamente, un pulmann (50 posti) che partirà alle ore 18,oo da Piazzale Aldo Moro, Sapienza e tornerà alla Città Universitaria (ore 22,30-23)

Ingresso libero – solo su prenotazione pressteatromobile@gmail.com indicando se si prenota solo l’ingresso o anche il viaggio in pulmann disponibile a-r da e per Roma.
È obbligatoria la prenotazione anche per chi verrà in maniera autonoma.
Per prenotarsi è richiesto nome e cognome ed eventualmente la parola “ pulmann” se richiesta.
La prenotazione sarà valida dopo aver ricevuto email di conferma.

ss cult

PROMETEO

frammento scenico dall’opera di Eschilo

tradotto e adattato da PINA CATANZARITI

a cura di

MARCELLO CAVA

GALLIANO MARIANI – Prometeo

CLAUDIA FRISONE – Oceanina

MASSIMO GUARASCIO – Oceano,

ENRICO VAMPA – Efesto, FLAVIO CAPUZZO DOLCETTA – Potere

EVELINA MEGHNAGI – Io

ed esecuzione dal vivo dei “Canti della Terra”

violoncello Susanna Garcia Rubi

assistente alla regia Desirée Massaroni
responsabili tecnici Paolo Franco, Pietro Frascaro

L’UOMO E LA NATURA: PROMETEO

UN’EVENTO UNICO IN FORMA DI INSTALLAZIONE ARTISTICA-TEATRALE E SONORA ALL’INTERNO DELLE CAVE DI TRAVERTINO per selezionato numero di spettatori.

Il tema fondante del testo, il rapporto tra uomo e natura, con la valorizzazione e riflessione del tentativo storico della scienza di spiegare l’inspiegabile, in un evento spettacolare, in prima assoluta.

Prometeo significa “colui che conosce in anticipo” ed è la metafora dell’uomo di scienza che cerca di spiegare ciò che altrimenti risulta inspiegabile. Lo studio scenico sarà ambientato in un modo sperimentale nello scenario incomparabile di travertino e cielo delle Cave di estrazione di Guidonia.

“In questa antropologia rudimentale, politica e techne – la storia del potere e quella della cultura materiale, sono rigidamente separate l’una dall’altra. Il progresso è irrevocabile ma anche la forza è inalterabile. …

da “L’asse verticale o le ambiguità di Prometeo” di Jan Kott (The Eating of Gods, 1972).

GALLIANO MARIANI Debutta a teatro con “Aspettando Godot” di Samuel Bechett, regia di Roberto Ruggieri al festival internazionale “InTeatro” di Polverigi nel 1983. Frequenta, a Roma, la scuola professionale per attori di prosa della regione Lazio e contemporaneamente la scuola di danza di Renato Greco. Inizia a lavorare per il Teatro di Roma con Maurizio Scaparro in “Vita di Galileo” e “Memorie di Adriano” e con Pino Micol, in “Casina”. Continua la propria formazione lavorando in “Querelle de Brest” di Jean Jenet, “Prima della guerra” di Giuseppe Manfridi, “La Mandragola” di Niccolò Machiavelli, “Alcesti” di Euripide, “Il lungo pranzo di Natale” di Thorton Wilder, e un’esperienza con Robert Wilson per il teatro alla Scala di Milano. Seguono ruoli brillanti in altrettanti spettacoli diretti da Patrick Rossi Gastaldi: “Taverna Campanile” da Achille Campanile, “Festa di compleanno per il caro amico Harold” di Mark Crowley e in cinema, con Massimo Troisi, Antonello De Leo, Stefano Bessoni. Ha lavorato con il regista Marcello Cava, con il quale ha condiviso progetti di forte impatto (riapertura del teatro “Ambra Jovinelli” di Roma con “Majakovskij”), “Octavia” attribuito a Seneca, al Teatro romano di Ostia Antica, “Antigone” di Bertold Brecht, un lungo progetto incentrato su Jean-Paul Sartre (“Morti senza sepoltura“, “ Porte chiuse“, “Le Mosche” e “Bariona o il figlio del tuono“) e una performance su “Prometeo” di Eschilo. E’ stato interprete di molti spettacoli di Enrico Frattaroli: “Opera“, da «Oidipous Tyrannos» di Sofocle, “Fluidofiume“, da «Ulisse» e «Finnegans Wake» di James Joyce, “Il tamburo di fuoco” da Filippo Tommaso Marinetti, “Amor di lontano” dal poema di Jacqueline Risset, e un lungo capitolo dedicato alla filosofia di Sade: “Neroluce Sade“, “Cum Figuris” ,“Sade Ex Machina” e “Opus contra naturam“, partecipando ad importanti festivals nazionali ed internazionali (Dublino, Lione, New York, Cairo, Napoli, Bologna etc). Continua la sua attività teatrale con “La strada all’altezza degli occhi” di Donatella Diamanti, per la regia di Anna Cianca, “I dialoghi di Federico Ruysh e delle sue mummie” di G. Leopardi regia di Stefano Pagin. Nella stagione 2011-2012 partecipa in “Hybris” produzione “Napoli Teatro Festival Italia”, regia di Enrico Frattaroli, e in “Sette Peccati” prodotto da “Biennale Teatro”, regia di Jan Fabre. Per il giorno della memoria del 2012 interpreta con Stefania Felicioli “Il compagno di viaggio”per la regia di Stefano Pagin, elaborazione drammaturgica di Enrico Zaneti e “Di Grazia la Senora” con Evelina Meghnagi. Recentemente è impegnato in due monologhi: “Sissy Boy” di Franca De Angelis, regia di Anna Cianca e “Millennuim Bug” di Sergio Gallozzi, regia di Christian Angeli. Nella stagione 2017/18 partecipa a “Mahnattan Medea” di Dea Loher, regia di Beno Mazzone per il Teatro Libero Di Palermo. Come voce recitante, ha partecipato a concerti di musica contemporanea composti e diretti da Fausto Razzi, nei concerti di Evelina Meghnagi, nella lettura integrale de “Il milione” per la regia di Gianfranco De Bosio e a Radio Rai con le opere tratte da: Achille Campanile, Juan Cortazar, Orson Welles, James Joyce.

CLAUDIA FRISONE attrice, regista e formatrice teatrale, lavora in teatro e conduce laboratori e corsi per professionisti e dilettanti in contesti formativi scolastici, sociali e presso diverse associazioni culturali. Insegna all’accademia teatrale Cassiopea. Dal 2010 insegna educazione vocale per doppiatori in collaborazione con Roberto Chevalier. Lavora privatamente come vocal coach. Ha diretto per dieci anni lo spazio teatro del Dopolavoro ferroviario centrale di Roma, sede di una compagnia stabile, di cui è stata regista (12 produzioni teatrali) e di un laboratorio teatrale permanente. Lavora in ambito formativo aziendale conducendo corsi e stages dedicati a comunicazione, public speaking e affinamento vocale. Si diploma in art-counseling nel 2005 ed integra questa nuova competenza alla sua formazione artistica. Dopo un percorso triennale come supervisore d’aula, collabora come docente e conduce gruppi di counseling presso l’A.S.P.I.C all’interno del master in counseling espressivo e arteterapia. Nel 2017 conduce il corso di specializzazione per counselors, insieme ad A. Farinelli, di Artgestalt theatre presso A.S.P.I.C. Dal 2012 collabora in qualità di docente e counselor presso A.D.Y.C.A, scuola di formazione in couseling e danza terapia. Dal 2013 comincia un percorso formativo con il Gestalt Associates Training Los Angeles diretto da B. e R: Resnick: Training di Terapia gestaltica con B. e R. Resnick ( G.A.T.L.A.) Ljubljana 2013, Split 2014, Lubiana 2015- Workshop internazionale su Terapia della coppia e terapia gestaltica, Firenze 2012, 2013.
Dal 2013 intraprende la formazione nella danza dei 5 ritmi, pratica di meditazione in movimento e nel dicembre 2015 ottiene la certificazione di Spaceholder. Nel 2017 inizia la collaborazione conla casa editrice Emmons, come lettrice di audio libri.

EVELINA MEGH EVELINA MEGHNAGI

Cantante e attrice, ha interpretato composizioni di autori contemporanei in alcuni casi scritte appositamente per lei, sia per spettacoli che per registrazioni. Filo rosso della sua attività musicale – e non solo, è la passione per la musica ebraica. Sefardita, di origine spagnola ma cresciuta in Italia, Meghnagi focalizza il proprio interesse sulla musica del Mediterraneo e diventa una delle interpreti più accreditate e di riconosciuto talento delle melodie della tradizione ebraica sefardita e yemenita, collabora e sperimenta incontri e intese con musicisti di altre provenienze sia musicali che di ambito etcnico-religioso.

La Società del Travertino Romano nasce nel 1916, esercitando la sua attività di estrazione nella propria cava di 24 ettari, situata in località “Le Fosse”. Fino al 1970, viene consolidata la propria capacità estrattiva, allargando e approfondendo il fronte di cava, e arricchendo quindi la gamma dei materiali commerciabili. Proprio in funzione dell’aumento e della varietà della produzione, viene avviata, a partire dal 1950, l’attività di trasformazione dei blocchi in lastre e lavorati. Nasce così il primo laboratorio della Società del Travertino Romano, che si doterà anno dopo anno, di macchinari da taglio e lucidatura sempre più avanzati e diventando così uno degli stabilimenti più innovativi del settore.

È negli anni ’70 che la Società del Travertino Romano comincia la sua grande crescita commerciale. Nel mercato nazionale conquista la “piazza” di Verona e in quello internazionale gli Stati Uniti (eseguendo peraltro la fornitura per la Security Pacific N. B. e per la Texaco Building), della Germania, della Francia e del Belgio. Nasce nel 1975 una nuova cava in località “Barco” arricchendo ulteriormente la gamma dei travertini commerciabili. Nella prima metà degli anni ’80, grazie alla presa in gestione della cava della società Filippo Cecchetti, situata nel bacino estrattivo di “Valle Pilella”, nonché al grado avanzato di capacità di sviluppo della progettazione e della lavorazione del travertino, la Società del Travertino Romano conquista il mercato mediorientale, eseguendo, specialmente in Arabia Saudita, opere di grande prestigio, come la National Commercial Bank, il Meridien Hotel, il Ministero del Pellegrinaggio, ecc.

Al termine degli anni ’80, avvalendosi della collaborazione del prof. Paolo Portoghesi, del prof. Gino Marotta e dello scultore Claudio Capotondi, la Società del Travertino Romano apre la sezione di arte e architettura denominata Officina Romana del Disegno, nella quale si progettano e si eseguono sculture, complementi di arredo, oggetti e arredi urbani. Nel 1996 viene incorporata per fusione la società Marmi Cecchetti, incrementando così ulteriormente la capacità produttiva con una nuova segheria e un nuovo laboratorio.

Nel 1998 la Società del Travertino Romano incorpora per fusione la società “Universal Graniti” dotandosi quindi di un nuovo bagaglio culturale nella lavorazione delle pietre. Con un nuovo laboratorio di trasformazione, vengono ridisegnate le strategie commerciali, arrivando a soddisfare richieste del mercato globale. Infatti oggi la Società del Travertino Romano estrae travertino da tutte e tre le zone estrattive del bacino di Tivoli e Guidonia (“Valle Pilella”, “Barco” e “Le Fosse”), vicino Roma. La cava di maggior prestigio è situata in località “Valle Pilella” ed è estesa per 14 ettari. Da essa vengono estratti travertini denominati classico, bianco, alabastrino e striato chiaro. In località “Barco”, la Società del Travertino Romano svolge attività in due cave rispettivamente di 3 e 5 ettari, dove si può estrarre travertino bianco, noce, noisette e paglierino. In località “Le Fosse”, la STR è proprietaria di una cava di 24 ettari dalla quale si estrae travertino paglierino, bianco e noisette. La trasformazione dei blocchi in lastre, lavorati e oggetti di arredo, avviene nei due laboratori situati a Guidonia e Tivoli. Con questa potenzialità estrattiva e di lavorazione, coadiuvata da tre uffici tecnico-commerciali e amministrativi, la Società del Travertino Romano può soddisfare qualsiasi richiesta che provenga da qualunque parte del mondo.

LA PESTE ALLO SPALLANZANI percorso sonoro ascoltando Camus

Ci dispiace informarVi che non ci sono più posti disponibili per l’evento. Vi invitiamo comunque a recarvi all’ingresso di via Portuense 292 alle ore 21.00 e mettervi in lista di attesa nell’eventualità che si liberino dei posti. Grazie

LA PESTE ALLO SPALLANZANI percorso sonoro nell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma a ottanta anni dalla sua fondazione con frammenti dal romanzo LA PESTE di Albert Camus adattamento di Pina Catanzariti
Paolo Bonacelli– voce recitante e Rieux
Nicola D’Eramo – Paneloux
Pietro Faiella – Tarrou
e, con la partecipazione, tra gli altri, di Enrico Vampa, Luca Di Capua, Andrea Polia, Antonio Perretta, Lavinia Contarini, Letizia Russo, Margherita Arioli, Anna Dall’Olio, Flavio Capuzzo Dolcetta, Domenico Sacco

installazioni sonore di Olbos violoncello Susanna Garcia Rubi
lungo il percorso sono esposte alcune opere di Umberto Ippoliti
consulenza per gli interventi di arti visive Lidia Reghini di Pontremoli
regia di Marcello Cava
assistente alla regia Riccardo Frattolillo responsabile tecnico Paolo Franco promozione e ufficio stampa Erika Morbelli grafica Giacomo Fabbri
In collaborazione con MUSOUND

martedì 20 giugno 2017 – ore 21:00
Ospedale “Lazzaro Spallanzani” – Via Portuense, 292 Roma –
ingresso libero prenotazione obbligatoria a
eventi80@inmi.it

Nell’ambito della celebrazioni per gli ottanta anni dalla fondazione è stato sviluppato un progetto multidisciplinare finalizzato alla presentazione in anteprima nazionale in forma di evento de
LA PESTE di Albert Camus nei viali dell’INMI Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma.
L’ascolto della lettura di parti del testo interpretate da PAOLO BONACELLI, affiancato da altri attori, musicisti e performer, nell’adattamento di Pina Catanzariti, e per la regia di Marcello Cava, sarà possibile in un viaggio per spettatori-visitatori in alcuni spazi dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, aperto di sera per questa via crucis laica, che verrà presentata in anteprima martedì 20 giugno 2017, nella notte che precede il Solstizio d’Estate.
L’esperimento artistico si avvale della consulenza scientifica della Prof.ssa Valeria Pompejano, francesista dell’Università Roma Tre e Direttore centro Studi italo-francesi
Non uno spettacolo, nonostante la voce e la presenza di grandi attori del teatro italiano, non una mostra, nonostante l’esposizione straordinaria di alcune opere di Umberto Ippoliti, ma un’originale possibilità di fruizione dentro un l’ospedale per le malattie infettive che permetterà allo spettatore-visitatore un itinerario in alcuni spazi chiusi e aperti, antichi e moderni, munito di una cuffia audio guida.

La Peste è un romanzo dello scrittore francese Albert Camus del 1947. Appena pubblicata, l’opera riscosse un grande successo, ottenendo tra l’altro il Prix de la Critique, e rientra nella produzione di Camus definita “ciclo dell’assurdo”, che include anche un altro celebre testo dello scrittore francese, Lo straniero. La peste è una metafora del Male in generale e del nazismo (la peste bruna) nello specifico.
Il tempo metafisico e sospeso del romanzo è il tempo reale della durata dell’epidemia, dalla primavera alla fine dell’inverno. Un tempo, dunque prigioniero dell’uomo, in una città in cui, a pericolo conclamato, verranno chiusi tutti gli accessi e dove gli abitanti cominceranno a vivere in un incubo di solitudine, isolati dal male, privati della libertà.
Il tempo illividito e immobile della malattia scandisce lo snodarsi degli episodi del romanzo di cui il dottor Rieux appare come unico movimento, epigono di risoluzione al di là di ogni impossibile ed inesistente dio, che agisce fino allo scomparire dell’epidemia,del male, perché si deve agire sempre, pur sapendo che l’angoscia primigenia per l’individuo, la morte, sarà condizione inevitabile del vivere quotidiano ” …Rieux ricordava che quell’allegria era sempre minacciata: lui sapeva quello che ignorava la folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore, né scompare mai…”
Non c’è orrore peggiore della predisposizione alla violenza dell’uomo e la violenza colpirà sempre, ucciderà sempre, sterminerà sempre.
Una mite, primaverile, incrostata di sale e di sabbia Orano, cittadina della costa algerina fa da scenario agli eventi del romanzo. Abitanti normali, uomini qualunque, che nell’incubo della pestilenza moriranno o continueranno a vivere come hanno sempre fatto, o, ancora cercheranno di organizzarsi per reagire e contrastare la malattia, in una lotta resistente e responsabile. Alla voce interiore, coscienza della collettività, il dottor Rieux, che da essere umano libero da pretesti religiosi, si presta per contrastare l’epidemia, si contrappone quella del prete, padre Paneloux, che invoca una salvezza divina, questo Dio così indifferente e inutile, incapace di salvare i bambini… Intorno, altri personaggi, coprotagonisti e parti viaggianti di Rieux, oppure escrescenze umane delle stesse bestie portatrici della pestilenza. Perché, lo sappiamo, dentro la violenza si annida alta violenza, altra morte. Altra prigionia.

L’Istituto “Lazzaro Spallanzani” fu inaugurato nel 1936 come presidio destinato alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie infettive, con una dotazione di 296 posti letto in 15 differenti padiglioni e in un’area di 134.000 metri quadrati. Nel corso degli anni il suo campo di interesse si è via via trasformato in conseguenza dell’evolversi delle malattie infettive. Una sezione dedicata alla cura e riabilitazione della poliomelite fu attivata nel corso degli anni ’30. Nel 1970 l’epidemia del colera diventa una delle principali emergenze sanitarie, così come la salmonellosi. E’ durante questo periodo che l’ospedale inizia il suo impegno nei confronti dell’epidemia dell’Epatite B particolarmente collegata con le problematiche della tossicodipendenza.Alla sospensione della vaccinazione antivaiolosa fu costruita allo Spallanzani la prima stanza di alto isolamento Agli albori dell’AIDS all’inizio del 1982, l’Istituto si trovò ad affrontare una nuova scommessa tanto da diventare in breve tempo il più importante centro italiano per la cura di questa malattia. Ed alla fine degli anni ’80 fu realizzata una modernissima struttura clinica progettata secondo i più avanzati standard e con caratteristiche di isolamento delle patologie contagiose uniche nel Paese. I benefici derivanti da questa innovazione sono consistiti, oltre che nell’aumento del livello di sicurezza dei lavoratori, nella garanzia di un’atmosfera confortevole per i pazienti. Nel 1996, il Ministero della Sanità ha identificato lo Spallanzani quale polo nazionale per le Febbri emorragiche Virali e lo ha riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, nel 2000 è stato identificato quali Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ed è stato inaugurato il laboratorio italiano di massima sicurezza. Successivamente di emergenza in emergenza è stato identificato quale polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo, la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Nel 2007 è stato istituito il “Polo Ospedaliero Interaziendale Trapianti (POIT)” Polo Ospedaliero Interaziendale trapianti, struttura integrata tra l’Istituto Spallanzani e l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini.
L’Istituto per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” prende il nome dallo scienziato italiano che è stato uno dei fondatori della biologia sperimentale. Nato a Scandiano il 12 gennaio 1729, dopo aver studiato legge all’Università di Bologna, Lazzaro Spallanzani dirige i suoi interessi verso la logica e la metafisica prima di diventare professore di fisica all’Università di Modena e, infine, di Pavia (1769), dove ha realizzato gran parte dei suoi esperimenti. Dall’antichità ed anche nel medio evo, era largamente accettata la tesi secondo la quale anche dalla materia non vivente potessero nascere spontaneamente altre forme di vita. Tale “generazione spontanea” sembrava avvenire soprattutto dalla materia in decomposizione e, nel 1745, l’inglese John Needham, cercando di dare sostegno alla teoria, propose un esperimento nel quale in un campione di brodo di carne, fatto bollire e poi raccolto in recipienti sigillati, dopo qualche tempo si osservò la presenza di microorganismi in crescita. Lazzaro Spallanzani, non fu convinto da questo studio (dato che egli sosteneva invece la teoria dell’ “omnevivum e vivo”) ed affermò che in esso i germi erano penetrati nel brodo dall’aria, dopo e non prima dell’ebollizione. Riuscì, infatti, ad ottenere la prova della sua tesi ripetendo un esperimento nel quale il brodo veniva mantenuto sempre (prima e dopo l’ebollizione) sotto vuoto. Il risultato fu che, questa volta, nel campione di brodo non cresceva alcun microrganismo. La teoria della generazione spontanea fu poi definitivamente confutata, nel 1859, per merito del francese Louis Pasteur e Lazzaro Spallanzani è oggi considerato come il primo microbiologo dell’era moderna. Egli morì a Pavia 11 Febbraio del 1799.

Shakespeare e l’immaginario di Roma

In viaggio con Giulio Cesare dai Fori Imperiali ai Musei Capitolini Opere inedite in forme inedite per valorizzare luoghi simbolo della Città Eterna Con la partecipazione straordinaria di Galatea Ranzi, Giulio Scarpati e Paolo Musio

Dal 29 agosto al 7 settembre 2016 Un viaggio nel passato che ha saputo parlare al nostro presente, attivando e coinvolgendo la mente e i sensi: lo sguardo, innanzitutto, di volta in volta immerso in uno scenario diverso per ogni tappa del percorso itinerante; e l’udito che percepiva, in cuffia, le voci, i clamori della folla, la musica di una colonna sonora abilmente orchestrata.

Laura Caretti, Giulio Cesare ai Fori

A 400 anni dalla morte di William Shakespeare (1616 – 2016), Roma si veste di ricordi e di poesia intraprendendo un coinvolgente viaggio con uno dei suoi più noti protagonisti: Giulio Cesare, al centro di una svolta seminale della storia romana e dell’omonima tragedia del drammaturgo inglese.

Dal 29 agosto al 7 settembre, un viaggio con il Giulio Cesare all’interno dei Fori Imperiali (dal 29 al 31 agosto) e dei Musei Capitolini ( dall’ 1 al 6 settembre).

Una “visita” originale nei luoghi che ospitarono i fatti storici nell’immaginario shakespeariano di Roma, in una formula sperimentale di teatro mobile per spettatore-visitatore audio ricevente. Il pubblico sarà guidato lungo il percorso dalle informazioni audio relative alle situazioni, ai luoghi, agli ambienti e agli oggetti nei pressi dei quali sosterà; potrà, dunque, partecipare all’evento itinerante ascoltando dalla cuffia di cui sarà dotato la partitura testuale, sonora e musicale dell’evento, oltre che le nozioni storico-artistiche relative ai due siti culturali. Le diverse tappe del percorso saranno modulate sul testo messo in scena e gli accadimenti visivi e spaziali (azioni attoriali dal vivo, significanti dei luoghi-ambiente, installazioni specifiche di arte visiva, allestimenti leggeri e mobili, musica dal vivo) si diversificheranno in situazioni di base permanenti e in accadimenti eccezionali, come momenti aggregativi e collettivi più simili agli eventi spettacolo a cui siamo abituati.

Non si tratterà, dunque, di una messinscena tradizionale ma di un vero e proprio esperimento scenico nei luoghi archeologici di Roma: con la regia di Marcello Cava, prenderanno vita frammenti dai primi tre atti del Julius Caesar di William Shakespeare (traduzione di Agostino Lombardo),ricreato secondo la contaminazione con I, Cinna (The Poet) del drammaturgo inglese Tim Crouch (traduzione di Rosy Colombo).

Al viaggio con la potente figura romana, si affiancheranno eventi speciali realizzati con la partecipazione di illustri personalità della cultura e dello spettacolo.

 

L’avvio è previsto domenica 4 settembre, ai Musei Capitolini, con la lettura scenica de Lo stupro di Lucrezia eseguita dagli attori Galatea Ranzi e Giulio Scarpati; seguirà mercoledì 7 settembre, negli spazi della Centrale Montemartini, un’altra lettura scenica: questa volta da Antonio e Cleopatra (Morire ad Alessandria, adattamento di Rosy Colombo dalla traduzione di Agostino Lombardo), ancora con Galatea Ranzi e la partecipazione di Paolo Musio. Momento conclusivo sarà l’8 settembre una tavola rotonda ai Musei Capitolini su “Shakespeare, Roma, e la revisione dell’Antico”, a cura di Rosy Colombo con gli interventi di Nadia Fusini e Alessandro Rocchetti: un incontro-confronto sull’immagine di Roma quale incrocio fra le culture del Mediterraneo e la modernità.

Sotto la direzione artistica di Marcello Cava, con la consulenza scientifica di Rosy Colombo (Senior Professor di Letteratura inglese, Sapienza Università di Roma) e di Daniela Guardamagna (Professore ordinario di Letteratura inglese, Università di Roma “Tor Vergata”), si cercherà di sviluppare uno spettacolo itinerante dove lo spettatore-visitatore sarà invitato a confrontarsi con il tema della memoria di un passato lontano ma incombente, secondo i temi-domanda legati al museo.

Il programma degli eventi viene proposto al termine di un laboratorio che ha coinvolto – e coinvolgerà ancora – professionisti, studenti e docenti di scuole superiori e università, nell’ambito di un pluriennale progetto di “Teatro e Scuola”, realizzato presso sedi universitarie e spazi museali dall’Associazione Culturale Teatro Mobile, ideatrice del progetto stesso.

La manifestazione “Shakespeare e l’immaginario di Roma” è realizzata con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con la SIAE ed è inserita nell’edizione 2016 dell’ESTATE ROMANA: “Roma, una Cultura Capitale”.